Il ricordo di Achille Grandi nell'incontro delle Acli al Cassata-Gattapone di Gubbio

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L’aula magna dell’Istituto Cassata-Gattapone di Gubbio ha ospitato, mercoledì 27 marzo, il convegno dedicato alla indimenticabile figura di Achille Grandi, padre del sindacalismo moderno e dell’associazionismo cristiano. Ad aprire l’incontro, organizzato dalla Acli provinciali di Perugia, dal circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico e dal presidente regionale Bruno Chiavari che ha sottolineato l’importanza di appuntamenti che abbiano come platea giovani studenti. Essi sono le radici ed il futuro di una nazione ed hanno bisogno di conoscere personaggi come Grandi che hanno lasciato un grande esempio di impegno, partecipazione e spirito di iniziativa. A seguire è arrivata la testimonianza di Marco Vinicio Guasticchi, vicepresidente dell’assemblea legislativa della regione Umbria, il quale ha ricordato la straordinaria opera che le Acli hanno portato avanti nella politica e nell’associazionismo italiano. Rivolgendosi ai giovani presenti li ha esortati a trovare dei veri riferimenti, degli esempi che abbiano dei veri valori da trasmettere. Troppo spesso si cerca nello youtuber di turno una guida e magari si disconosce chi ha fatto tanto per la crescita sociale, politica e culturale del paese, come ad esempio Achille Grandi. Una persona semplice che con l’impegno, la caparbietà e la sete di conoscenza, ha impegnato la propria esistenza per dare un contributo alla collettività, sempre al fianco dei lavoratori ed a difesa dei propri diritti. “C’è un mondo fuori - ha ricordato Guasticchi- che aspetta i giovani che però hanno un immenso bisogno di ascoltare buoni maestri, di partecipare, di informarsi. Convegni ed iniziative come queste sono davvero importanti per la costruzione del loro sapere e della loro formazione”. Al dott. Guasticchi è seguita la relazione, con interessanti spunti storici, del Prof. Giancarlo Pellegrini. Grandi, ha spiegato il professore, è stato un personaggio poco conosciuto, ma che è stato decisivo nel processo di crescita politica, sindacale ed associativa dell’Italia. E’ stato fondatore della Cil, della Cgil, insieme a Di Vittorio e Lizzadri, delle Acli, del Partito popolare ed ha partecipato, dando un importante contributo, all’assemblea costituente. Un impegno trasversale che testimonia la grandezza di un uomo dalla vita semplice, cresciuto in una famiglia di operai fortemente credenti. Ad 11 anni era già al lavoro in una tipografia, lavoro che gli ha permesso di affinare la propria conoscenza e la propria cultura. All’inizio del 900, in un’Italia in preda alle vertenze, Grandi era in prima linea con la Lega dei tipografi e quella dei cattolici, per reclamare una riduzione dell’orario di lavoro ed un’unica tariffa salariale. Delle richieste legittime ma reclamate con trattative realistiche, basate sulla concretezza e che, a differenza dei sindacati massimalisti, non puntavano su scioperi ed occupazioni. Tale divergenza fu ancora più evidente nel 1920, quando durante le occupazioni delle fabbriche da parte degli operai che avevano in animo di replicare in Italia la rivoluzione bolscevica russa, Grandi ed il sindacato cattolico, ebbero la lungimiranza di proporre ai “padroni” l’idea di una compartecipazione dei lavoratori agli utili aziendali ed un loro ingresso nel consiglio di amministrazione. Un modo di agire e di pensare completamente diverso da quello proposto dai sindacati di ispirazione socialista e comunista che puntavano al controllo operaio delle aziende. Si schierò in modo critico nei confronti del fascismo e, dopo l’estromissione dal parlamento, si dedicò al lavoro ed alla ricostruzione del sindacato che avvenne con lo storico documento del “Patto di Roma” da cui nacque la Cgil nel 1944, all’indomani della liberazione della capitale. Chiusura dedicata alle parole del presidente nazionale della Acli Roberto Rossini che ha evidenziato quanto Grandi sia stato importante nel suo tempo riuscendone ad interpretare a pieno lo spirito. Un tipografo che ha fatto professioni anche umili, ma che aveva una passione forte nel suo animo, quella di voler stare accanto ai lavoratori ed al popolo. Il sindacalista lombardo, ricorda Rossini, è stato un vero difensore dei diritti del popolo, ma lo ha fatto attraverso i partiti, i sindacati, le associazioni, degli enti intermedi che devono fungere da veri “avvocati della gente”. Questo modo di agire e di pensare potrebbe essere attuale anche oggi, ma purtroppo si fa fatica a credere in queste istituzioni che spesso sono del tutto delegittimate. Grandi, senza apparire molto, ma incontrando persone, attraverso proposte concrete ed azioni lungimiranti, sapeva difendere davvero quelle classi sociali che ne avevano più bisogno. Senza proclami, senza strillare, ma impegnandosi nelle giuste sedi e con gli strumenti opportuni. Un esempio che ancora oggi può essere attuale. “La ragione per cui si presentano e si fanno conoscere, soprattutto alle giovani generazioni, personaggi di tale portata, ha spiegato il presidente nazionale, è perché crediamo che attraverso il loro esempio pubblico si possa imparare molto anche oggi e seguirne le orme potrebbe essere davvero utile”.

William Stacchiotti

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