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La pace: un dono prezioso

Una platea numerosa, attenta ed appassionata ha fatto da cornice all'ultimo incontro dell'anno organizzato dal circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico in collaborazione con il circolo di Gubbio presso il Castello di Baccaresca. Il tema della pace è stato l'argomento che, con diverse angolature e spunti di riflessione, ha visto confrontarsi numerosi relatori. Ad aprire il pomeriggio, dopo i saluti della moderatrice Marta Ginettelli, la relazione dell'ex parlamentare DC Franco Ciliberti che ha sottolineato quanto sia dominante la psicosi bellica e quanto la guerra sembra ormai venir accettata dalla popolazione come se ci si stesse preparando ineluttabilmente a questo evento così nefasto, tutto questo anche con la complicità dei media e di gran parte della politica. Serve quindi che il popolo parli di pace, si informi e spinga i governi a promuoverla con tutti i mezzi possibili. I cittadini devono dire con forza e decisione che sono contro la guerra e questo messaggio non può e non deve rimanere inascoltato. Il prof. Giancarlo Pellegrini, nel secondo intervento di giornata, ha posto l'accento sulla necessità di combattere quel clima di odio, di crescente divisione, alimentato da molti grandi leader mondiali incapaci di dialogare, di tessere relazioni, mossi solo da interessi nazionali, spinti da lobby potenti che hanno finito per mettere all'angolo anche quegli organismi internazionali come l'ONU. Sono lontani i tempi in cui De Gasperi insieme ad Adenauer e Schumann seppero costruire, dopo le macerie della guerra, organismi in grado di guardare oltre i confini nazionali. Il clima sta anno dopo anno ulteriormente peggiorando e la pace può arrivare solo se la si cerca con forza e da cristiani in primis dobbiamo provare a farlo concretamente. Il prof. Sante Pirrami ha, attraverso numeri allarmanti, delineato il quadro delle guerre in atto a livello globale. Dati che sono drammaticamente in crescita e mettono a dura prova le speranze di pace. Papa Francesco aveva parlato a ragione di 3° Guerra mondiale a pezzi ed effettivamente, i circa 61 conflitti aperti nel mondo nel corso del 2024. lo testimoniano ampiamente. Crescono le spese militari, la corsa agli armamenti sembra ormai interessare la stragrande maggioranza degli Stati ed anche l'Italia si sta allineando a questa tendenza preoccupante. Il sociologo Paolo Montesperelli ha evidenziato quanto sia importante che l'associazionismo faccia pressione sui decisori politici, incalzandoli attraverso manifestazioni, incontri, dibattiti. Nazionalismi, sovranismi, una militarizzazione del pensiero e del linguaggio, sono aspetti che stanno mettendo a dura prova qualsiasi intenzione pacifista e dialogante. Bisogna necessariamente recuperare la nobiltà della politica affinché i politici diventino veramente ingegneri di quei ponti ideali da costruire. È quanto mai necessario recuperare quel senso di speranza che è essenziale per ogni cristiano e creare una diplomazia popolare che faccia sentire con forza la sua voce ai potenti della terra, rieducare alla pace è un compito arduo, ma che si può costruire ripartendo dai cittadini. L'ultimo relatore di giornata il giornalista Riccardo Serroni ha sottolineato quanto sia importante approfondire le fonti delle notizie, in particolare quando si trattano tematiche così scottanti come quelle legate alla guerra. Si tende spesso a divedersi in tifoserie da stadio anche su argomenti così delicati e spesso si finisce per confondere gli aggressori con gli aggrediti. La crisi della carta stampata è molto preoccupante e può finire per rendere i giornalisti maggiormente ricattabili. Prima della Santa Messa, concelebrata insieme al parroco don Raniero Menghini ed il diacono Elvio Frigio, il vescovo di Gubbio e Città di Castello Luciano Paolucci Bedini ha ricordato quanto il concetto di pace si leghi strettamente al concetto di giustizia e di uguaglianza ed è quindi fondamentale rimuovere il più possibile le forme di disuguaglianza e di ingiustizia purtroppo largamente presenti nella nostra società. Inoltre ha rimarcato l’importanza di ritrovare la pace interiore; fare pace con se stessi è la condizione indispensabile per essere in pace con il prossimo. Graditissimi infine gli interventi, sia del presidente della provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, sia della presidente regionale Stefania Proietti. Il primo cittadino gualdese ha ringraziato il circolo Acli fossatano che propone durante l’anno diversi momenti di riflessione, talvolta anche scomodi, ma che permettono occasioni di dialogo, di confronto, situazioni ormai diventate piuttosto rare anche all’interno degli stessi partiti. Presciutti ha inoltre posto l’accento sul valore della coerenza ricordando quanto il tema della pace sia strettamente connesso a quello altrettanto nobile dell’accoglienza. L’ex sindaca di Assisi si è detta onorata di partecipare all’incontro organizzato dal circolo Ora et Labora, un’associazione a cui è legata da tempo, da quando si occupava della pastorale sulla “Custodia del Creato”. Il circolo rappresenta un punto di riferimento ed una fonte di speranza per i territori delle aree interne della zona eugubino-gualdese. Ha ricordato gli sforzi fatti per la pace quando, da prima cittadina della città di San Francesco, aveva promosso una mozione per chiedere con forza al Parlamento italiano di bloccare le armi prodotte in Italia e destinate ai Paesi coinvolti nella guerra nello Yemen. Per fare queste scelte, ha evidenziato la presidente Proietti, serve coraggio, quello che spesso viene dal basso, dai giovani, dalla società civile, dall’associazionismo. La Regione deve parlare il più possibile di pace, non considerare la guerra come qualcosa di ineluttabile e può fare tanto nella cooperazione internazionale. La guerra, come ci ricorda la nostra preziosa Costituzione, non è il sistema per risolvere le controversie ed a maggior ragione per i credenti è quanto mai necessario, anche per i valori di cui sono portatori, essere coerenti, non lasciando il solo Papa a gridare con forza la parola pace. Erano presenti all’incontro i sindaci di Fossato di Vico Lorenzo Polidori, di Sigillo Giampiero Fugnanesi, di Costacciaro Andrea Capponi, di Scheggia Fabio Vergari e l’assessore del comune di Gubbio Micaela Parlagreco. Non ha potuto prendere parte all’incontro il presidente nazionale Emiliano Manfredonia che ha comunque inviato una lettera congratulandosi per l’iniziativa. Al termine della Santa Messa è stato ricordato lo storico dirigente aclista Sante Filippetti con una testimonianza di Mario Fiorucci letta da Walter Betti.

Parole Chiave

Circolo Acli Ora et Labora

Via Salvador Allende 21
06022 Fossato di Vico (PG)

075/919121

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