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FestACLI a monte Cucco Le religioni tra Pace e Guerra

40 anni fa, il 27 Ottobre 1986, il Papa San Giovanni Paolo II organizzò uno storico incontro sulla pace ad Assisi invitando a pregare insieme esponenti di tutte le religioni del mondo. Il circolo ACLI “Ora et Labora” di Fossato di Vico ha voluto ricordare questo anniversario dedicandogli, Domenica 5 Luglio, la XXXIV edizione di “FestAcli a monte Cucco. A raccontare questo evento e proiettarlo nel futuro è stato chiamato don Tonio Dell’Olio, presidente della Commissione Spirito di Assisi. Con la partecipazione di un folto pubblico, l’incontro ha assunto i caratteri di un approfondimento di alto livello perché l’oratore ha sviscerato l’argomento nelle sue molteplici sfaccettature non risparmiando critiche anche ad una parte del mondo cattolico. Introdotto dalla vice presidente dell’ACLI provinciale Marta Ginettelli (“La pace non è assenza di guerra ma anche giustizia ed equilibrio sociale”), con i saluti dei sindaci della fascia appenninica Giampiero Fugnanesi (Sigillo), Lorenzo Polidori (Fossato di Vico) e Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino), per i quali le Acli sono portatori di valori che dobbiamo difendere e ci fanno riscoprire la capacità di riflettere sulle cose che contano in un periodo in cui non ci sono politiche ma solo slogan. Cos’era stato quell’incontro di preghiera dell’86 ad Assisi con i rappresentanti di tutte le religioni del mondo? Per don Tonino Dell’Olio era stato il primo frutto del dialogo tra religioni dopo il Concilio Vaticano II, “un invito a pregare gli uni accanto agli altri, il riconoscersi tutti figli dello stesso Dio. Allah non è che il nome di Dio in arabo e la religione non è necessariamente causa di guerra. Un concetto che prima di allora non era affatto scontato. Le religioni possono incontrarsi senza rinunciare alla loro specifica identità”. L’incontro di Assisi fu un fatto isolato? Assolutamente no. “Successivamente è stato istituito il Dicastero per il dialogo interreligioso, sono stati organizzati altri incontri ufficiali e visite reciproche. E sono nate amicizie, un passaggio in più del semplice parlarsi. Il dialogo è diventato ormai un percorso ordinario animato anche da movimenti come i Focolarini (nati nel 1943 per promuovere l'unità e la fraternità universale) o la comunità di Sant’Egidio (nata nel 1968 a Roma come movimento laicale di ispirazione cattolica, si occupa ufficialmente di promozione della giustizia, pace, cooperazione internazionale e tutela dei diritti umani)”. Inoltre da 10 anni a questa parte viene organizzata una preghiera mensile comune per tutte le religioni. Eppure, in questi ultimi anni, il mondo sembra andare in senso contrario con eventi di guerra che fino a pochi anni fa nessuno immaginava: “Guerre tra Stati, riarmo globale, ritorno dei fondamentalismi soprattutto politici più che religiosi, sovranismi, suprematismo sulle labbra di capi di Stato, crisi conclamata della cooperazione internazionale”. In tutto questo le religioni sono parte del problema o possono diventare strumenti per la soluzione? Don Tonio non ha dubbi: “Assisi aveva rappresentato una speranza dopo anni di contrapposizioni. Ed è da lì che bisogna ripartire. Sappiamo che non è facile il percorso del dialogo tra le religioni ed anche dentro ognuna delle religioni. C’è la paura del relativismo, ci sono forme di nazionalismo religioso come il trumpismo, ma il dialogo è l’unica strada possibile da percorrere e richiede ascolto, accoglienza, fiducia e tempi lunghi. Fra breve verrà inaugurata ad Assisi una sala della pace e del silenzio in cui tutti possono incontrarsi e pregare insieme nella consapevolezza che la pace non è equilibrio di forze o assenza di guerra, ma opera di giustizia e pace sociale con la pari dignità tra le persone”. Uno slogan persistente nel tempo ripete come un mantra è “se vuoi la pace prepara la guerra”. Ma cosa ha prodotto fino ad oggi? Soltanto guerre e quindi non è quella la strada da percorrere. Ed il 27 Ottobre prossimo Papa Leone XIV tornerà ad Assisi per fare memoria di quell’evento del 1986 e proseguire insieme su quella via tracciata. C’è timore che i musulmani possano prevaricarci in casa nostra? “Timore infondato- sottolinea don Tonio- I Musulmani vengono da noi per lavorare, non hanno un progetto di prevaricazione ed invasione. Se pensiamo a costruire barricate non facciamo altro che peggiorare la convivenza. Dobbiamo puntare a volerci bene piuttosto che a farci del male”. Con un messaggio finale in casa nostra: “Auspichiamo che anche nelle parrocchie si parli di queste cose. Ed invece c’è chi è più attento a quanti fiori ci devono essere sull’altare piuttosto che occuparsi della pace sociale. Mentre il nostro compito di cristiani non si esaurisce a ciò che facciamo dentro le mura delle nostre chiese, ma saremo chiamati a rispondere soprattutto di ciò che facciamo ed anche di ciò che non facciamo al di fuori”. Al termine dell’incontro, presso la chiesetta di Val di Ranco, Celebrazione eucaristica, concelebrata da Don Tonio, Don Raniero, Don Emanuela ed il diacono Elvio a seguire il pranzo. Il pomeriggio libero dedicato alle rigeneranti passeggiate nella faggeta ed all’ascolto delle dolci note del fisarmonicista Claudio Guidarelli.

Riccardo Serroni

Parole Chiave

Circolo Acli Ora et Labora

Via Salvador Allende 21
06022 Fossato di Vico (PG)

075/919121

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