Grande partecipazione alla presentazione della mostra di Giombetti dedicata alle cartoline fossatane

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Una folta platea, coinvolta ed appassionata, ha fatto da degna cornice alla presentazione, giovedì 13 agosto presso l’ex lavatoio nel centro storico di Fossato di Vico, della mostra personale di cartoline postali sul paese appenninico del collezionista fossatano Gabriele Giombetti. Una raccolta di oltre ottanta suggestive cartoline, alcune delle quali risalenti alla fine dell’800 fino alle più recenti a colori acquerello della fine degli anni settanta del 900. La serata si è aperta con i saluti del presidente del circolo Acli Ora et Labora Sante Pirrami che ha ricordato il valore di iniziative che permettono ai più giovani di conoscere, anche attraverso le immagini delle cartoline, il passato del proprio paese ed ai più anziani di rivedere i luoghi e talvolta le persone, che hanno caratterizzato la propria infanzia. L’obiettivo ora è che si riesca a realizzare una pubblicazione affinché questo grande patrimonio di memoria storica non vada disperso. A rappresentare l’amministrazione comunale, che ha patrocinato l’evento supportandolo con entusiasmo e convinzione, il vicesindaco Lorenzo Polidori che si è congratulato con le Acli e con il curatore della mostra Giombetti. Attraverso queste rassegne, ha sottolineato l’amministratore, si possono capire i tanti cambiamenti che hanno attraversato il nostro comune e comprendere anche come il paese si promuoveva all’esterno mostrando i luoghi, i paesaggi e i monumenti che da sempre caratterizzano il borgo appenninico. La serata è poi proseguita con le parole di Gabriele Giombetti che ha proposto ai presenti due piacevoli video con i riferimenti storici legati al mondo della cartolina fin dalla sua nascita nel 1869 durante l’Impero Austro-Ungarico. La prima cartolina postale infatti la “Correspondenz-Karte” , era un cartoncino di color avorio inventato da Emanuel Alexander Herrmann, che visti i costi ridotti rispetto alle più onerose lettere, finì per rivoluzionare il mondo della corrispondenza. Un successo rapido che portò in breve alle prime cartoline con immagini. La cartolina postale in Italia venne utilizzata invece dal 1874, un cartoncino di cm. 11,5 x 8. Nel lato anteriore, destinato all'indirizzo, all'interno di una cornice, c’era il francobollo prestampato con l'effige del Re Vittorio Emanuele II, lo spazio per il bollo, e la scritta cartolina postale, sotto questa scritta il valore della cartolina "dieci centesimi" e sotto a questa lo stemma sabaudo senza decorazioni; il lato opposto era invece dedicato alla corrispondenza. Nel 1877 le cartoline postali incominciarono ad essere decorate con un trofeo di bandiere attorno allo stemma sabaudo, il formato era di cm. 13,8 x 7,8. Nel Congresso Mondiale dell'Unione Postale Universale del 1878, vennero fissate definitivamente le dimensioni massime accettate come standard e cioè cm. 14 x 9. Dal 1870 circa, si diffusero soprattutto in Germania le " gruss aus", che in tedesco significa "saluti da". Delle cartoline con una sorta di "collage" litografici rappresentanti luoghi di interesse storico, turistico, con persone coi costumi locali o scene di vita quotidiana. Le "gruss aus" erano inoltre cartoline particolarmente adatte ed usate nella corrispondenza vacanziera, che lentamente grazie al continuo progresso dei mezzi e delle vie di comunicazione, stava generando le prime forme di turismo non certo ancora di massa. Possiamo considerare queste cartoline come le prime vere cartoline illustrate paesaggistiche. Le prime autorizzate dal Governo italiano, furono realizzate dall'editore Danesi di Roma, e raffiguravano solo monumenti o scorci panoramici delle più importanti città d'Italia. I paesi e i piccoli centri cittadini non hanno invece beneficiato da subito di queste emissioni. Col diffondersi della fotografia, la cartolina illustrata venne adottata anche dai piccoli borghi soprattutto per iniziativa di editori, ossia da persone che avevano pubblici esercizi, ma soprattutto da coloro che gestivano la privativa dei generi di monopolio. Sulle cartoline era abitualmente riportato, come avviene ancora oggi, il loro nome e cognome preceduto da "Ed." A Fossato si ricordano in particolare i F.lli. Baffi, A. Moriconi, Staffaroni Tommaso, Cascioli Umberto, Viciani Omero, Eutilia Noti, Lina Luzietti, Frillici Altavilla, Bettelli Orlando, Francesco Rondelli, Giuseppe Peri. Il collezionista Giombetti ha ricordato con piacere la prima cartolina della sua preziosa raccolta dedicata a Fossato trovata in un mercatino che raffigura il famoso “Roccaccio” e la prima postale spedita dal paese da un certo Domenico Toni nel lontano 1885. Davvero suggestive le prime cartoline dedicate al centro storico dei primi del ‘900 con alcuni elementi architettonici diversi da oggi a partire dalla Torre civica ancora senza merli, l’ingresso in piazza Umberto I con l’arco ancora visibile e tratti di mura urbiche ancora esistenti. Tanti particolari, aneddoti, ricostruzioni talvolta difficili da cogliere, ma che Giombetti, ha saputo raccontare ai presenti aiutandoli a viaggiare nel tempo, in quel tempo da alcuni vissuto, da altri soltanto immaginato. Particolare spazio è stato dato anche alle cartoline delle tante frazioni del comune, alcune delle quali davvero affascinanti. Paesi con le piccole botteghe artigiane ancora aperte, con immagini che testimoniamo la vita contadina, con paesaggi dove la campagna era ancora preponderante soprattutto nella zona di Osteria del Gatto investita poi nel corso degli anni da una forte industrializzazione. La rassegna delle slides delle cartoline fossatane è stata chiusa con l’ultima dedicata al Santuario della Madonna della Ghea che, come ricordato dal curatore, è l’unico luogo di culto del comune presente in ogni serie di stampa, segno probabilmente della forte devozione, tutt’ora presente, verso la Madonna delle Neve. La mostra potrà essere visitata presso l’Antico Lavatoio nel centro storico di Fossato di Vico dalle ore 18,30 il 14 ed il 22 agosto.

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