Un bellissimo incontro in un luogo di pace

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Una platea attenta e numerosa ha preso parte, sabato 24 agosto presso il Santuario della Madonna della Ghea di Purello nel comune di Fossato di Vico, all’annuale incontro organizzato dal circolo Acli Ora et Labora in collaborazione con i circoli della zona eugubino-gualdese, che anticipa la giornata della “custodia del Creato”. Un dibattito che ha toccato la tematica ambientale argomento di stringente attualità anche alla luce dei numerosi drammi che stanno attraversando il pianeta devastato da incendi e sconvolgimenti atmosferici sempre più preoccupanti. Ad aprire il pomeriggio la relazione dell’ex procuratore della repubblica di Perugia Nicola Miriano. Nel suo intervento ha sottolineato come trattare del pianeta malato in un luogo, come quello della Ghea, in cui si respira aria buona a pieni polmoni ed in cui si gode di un panorama verdeggiante sembra paradossale, ma alcuni avvenimenti drammatici anche recenti devono davvero farci interrogare su quanto la nostra amata terra stia subendo dei danni probabilmente irreparabili. Gli incendi in Amazzonia, il polmone verde del pianeta, quelli che stanno colpendo la Groenlandia accelerandone lo scioglimento dei ghiacciai, sono esempi eclatanti, campanelli di allarme che ci devono far riflettere ed agire anche nelle piccole azioni quotidiane. Il premier dell’Etiopia Abiy Ahmed, con un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo, vuole piantare circa un miliardo di alberi mobilitando il suo popolo e provando così ad arginare l’annoso e sempre più grave problema della siccità. Greta Thunberg ha provato a scuotere le coscienze cercando di diffondere capillarmente, anche attraverso appelli forti ai leader mondiali, una cultura della salute ambientale e soprattutto una politica che persegua non soltanto profitti economici rapidi e facili, ma che abbia a cura le necessità del futuro delle nuove generazioni. Su questo argomento una voce autorevole ed incessante è quella di Papa Francesco il quale instancabilmente ci richiama ad interrogarci pensando ad un nuovo modello di sviluppo che condanni chiaramente lo sfruttamento sconsiderato del patrimonio naturale. Troppi individui inseguono costantemente ed unicamente conquiste materiali non sempre orientate verso la cura della vita stessa, ma spesso con l’unico vero obiettivo che non è altro che la conquista di egoistiche posizione di potere e di vantaggi individuali. Relazione appassionata quella di Walter Rondolini dirigente regionale delle Acli. Nel suo intervento ha spiegato come trattare l’argomento dell’ambiente sia complesso e difficilmente esaustivo nella sua vastità. Due fatti di cronaca passati sottotraccia sono stati messi in evidenza per far capire quanto l’uomo con le sue azioni sia arrivato a colpire pesantemente l’ambiente e le sue risorse. Nel 2019 l’ earth overshoot day è arrivato il 29 luglio, mai così presto da quando negli anni 70, si è iniziato a calcolare questo parametro. Con questo termine inglese si intende, a livello illustrativo, il giorno nel quale l’umanità consuma per intero le risorse prodotte dal pianeta nel corso dell’anno. Procedendo di questo passo in pochi anni si consumeranno le riserve accumulate dalla terra in milioni di anni. Un dato allarmante su cui riflettere ma di cui si parla poco. Urge quindi un nuovo modello di sviluppo che rimetta al centro un equilibrio ormai saltato tra uomo e natura. Spesso l’intervento umano ha generato disastri negli ecosistemi addirittura facendo saltare quel normale rapporto tra prede e predatori. Le iniziative vanno quindi pensate, misurate, capendo le possibili conseguenze, ragionamenti che in passato, ma anche attualmente, non vengono fatti in nome di ragioni economicistiche ed egoistiche volte al facile arricchimento. Le potenze mondiali guidate da logiche finanziarie mirano a risultati economici immediati e non possono aspettare i tempi biologici e naturali spesso “violentati” per perseguire maggiori profitti. La Cina ad esempio sta per varare il primo rompighiaccio nucleare che consentirà il viaggio in nave tra Shangai ed Amsterdam risparmiando ben 37 giorni rispetto alla navigazione attuale. Si attraverserà l’Artico quindi infischiandosene di tutto quello che ciò potrà comportare in termini di scioglimento di ghiacciai e sconvolgimenti climatici. Chiusura dedicata alle parole appassionate del sindaco di Assisi Stefania Proietti che ha innanzitutto ricordato quanto comunità come le nostre, che vivono all’interno di parchi naturali ed aree verdi, siano attente alla custodia del creato ed agiscano come delle sentinelle del territorio. La questione ambientale è infatti globale, ma anche locale e tutti possono fare la propria parte in un sistema che è complesso e connesso. Il riscaldamento globale provocato dalle emissione di co2 che stiamo spargendo in aria ad un ritmo forsennato, sta creando l’effetto serra che genera innalzamento delle temperature e con esse sconvolgimenti climatici drammatici. La parte ricca del pianeta sta usando fonti fossili a dismisura e le conseguenze di queste azioni ricadono soprattutto sui poveri della terra. Ci stiamo avviando verso un aumento di temperatura di circa 2 gradi di media che significherà morte certa per milioni di persone. Soltanto la voce autorevole di Papa Francesco ha il coraggio di dire chiaramente che questo sistema economico depredatorio, in cui pochi ricchi si impossessano di ingenti ricchezze a scapito dei più poveri, provoca inevitabilmente eventi correlati disastrosi: guerre, carestie, cambiamenti climatici, sono spesso facce della stessa medaglia. Nel piccolo anche le comunità locali possono fare tanto con l’esempio e le azioni concrete. Mettere in sicurezza territori dal dissesto idrogeologico, evitare una cementificazione selvaggia ed educare i cittadini ad una cultura che metta al centro la tematica ambientale e lotti contro lo spreco di risorse, sono iniziative davvero importanti. Da Assisi è partita una campagna che si propone di eliminare la vendita delle bottigliette di acqua di plastica in città. Sono state riaperte e sistemate tutte le fontanelle pubbliche del centro e gli esercizi commerciali venderanno delle comode borracce in materiale riciclato con il marchio della città che l’amministrazione ha provveduto a distribuire. Un gesto concreto che ha incontrato anche delle inevitabili resistenze negli esercenti, ma che vuole essere da stimolo affinché si capisca che l’azione singola può generare un circuito virtuoso e costruire una piccola economia circolare. Una sola scelta non può cambiare il mondo ma tante azioni insieme possono farlo davvero. La giornata si è conclusa con la santa messa celebrata da don Raniero Menghini anticipata dalle toccanti parole con cui Giovanni Pascucci ha ricordato l’ex presidente delle Acli on. Giovanni Bianchi a due anni dalla scomparsa. William Stacchiotti

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