Il giovane mondo degli anziani, i dati del 1° censimento Acli sugli over 65

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Il 1° censimento sugli over 65 del territorio eugubino-gualdese con l’aggiunta dei comuni di Nocera Umbra e Valfabbrica, organizzato il 13 dicembre dal circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico, ha suscitato interesse, curiosità ed un confronto partecipato che ha messo in evidenza come, oltre ai dati numerici fondamentali per capire il fenomeno, ci sono poi i risvolti sociali, economici, assistenziali che dimostrano come il mondo degli anziani vada capito, studiato a fondo ed analizzato per fornire risposte sempre più urgenti vista la crescita esponenziale di questa fetta di popolazione. Dopo i saluti del Sindaco di Fossato di Vico Avv. Monia Ferracchiato che ha ricordato come l’impegno delle Acli sia straordinariamente importante sotto l’aspetto sociale ma anche per avere dati concreti su cui le istituzioni possono basare i propri interventi, il Prof. Sante Pirrami presidente del circolo Ora et Labora, ha commentato la ricerca attraverso il supporto delle slide. L’indagine ha sottolineato, non può avere un valore sistemico, servirebbero altre competenze e potenzialità, ma è un buon punto di partenza per capire il fenomeno e per sottoporlo all’attenzione delle istituzioni. Quattro sono i livelli di strutturazione dell’analisi che si basa sulla presenza anagrafica negli otto comuni, sulla divisione del campione in tre fasce: “Giovani anziani” fra 65 e 74 anni, “Anziani” fra 75 ed 89 anni e “Grandi Anziani” oltre i 90, sull’analisi familiare degli anziani che vivono anagraficamente soli e di quelli che risiedono in strutture sanitarie dedicate. I residenti over 65 al 30 agosto 2017 sono 16.758 il 26,34% del totale, una percentuale che è di oltre un punto maggiore di quella nazionale che si attesta intorno al 25%. Analizzando i dati nel dettaglio, emergono delle curiosità importanti da capire ed analizzare magari tenendo in considerazione le reali motivazioni ed i possibili scenari futuri. Scheggia e Pascelupo è il comune con la percentuale più elevata di anziani, oltre il 32,64% e quello che detiene il record di presenze di ultranovantenni con il 5,78% a seguire Costacciaro con il 31,27%. Numeri che, se da un lato dimostrano una straordinaria longevità degli abitanti di questi territori montani, dall’altro suonano come un campanello d’allarme per il futuro visto che la carenza di popolazione giovane è sinonimo probabilmente di un processo di progressivo spopolamento. Sigillo con il 24,7% e Fossato di Vico con il 25,30% sono i comuni con la fetta minore di popolazione anziana. Da sottolineare come Fossato di Vico risulti essere il paese con la minore percentuale di ultranovantenni e di “Grandi anziani”. La fascia di età maggiormente presente nei comuni analizzati è quella degli “Anziani” dai 75 agli 89 anni, probabilmente spiegabile con la spinta forte data negli anni 30/40 dal regime fascista all’aumento delle nascite anche attraverso dei premi in denaro. Riguardo al dato degli anziani che vivono soli anagraficamente, balza all’occhio la percentuale altissima degli ultranovantenni che nel 46,37% dei casi vivono autonomamente e tale condizione di vivere soli aumenta con l’avanzare dell’età. In ogni caso è bene evidenziare come spesso gli ultranovantenni in particolare, vivano nella prassi comune in prossimità o anche all’interno delle famiglie nonostante ufficialmente risultino vivere soli. Di nuovo Scheggia con l’35,86% detiene il record per gli ultranovantenni che vivono soli. Costacciaro è invece al primo posto per la fascia “Anziani” con il 61,90% a seguire Sigillo con il 60,62%, Fossato di Vico è invece al primo posto in questa speciale classifica per i cosiddetti “Giovani Anziani” con il 45,45%. Sono maggiormente le donne a vivere da sole, un dato che ne testimonia la loro superiore longevità, soltanto nel comune di Valfabbrica gli uomini si avvicinano con oltre un 40,91% alla percentuale femminile che negli altri comuni è sempre intorno al 70%. Infine il dato relativo agli anziani che dimorano in residenze protette. Sono numericamente pochi rispetto al totale, il che testimonia una sostanziale autosufficienza della popolazione e una predisposizione delle famiglie ad accudire l’anziano. Dopo la presentazione delle slide, il convegno è proseguito con l’analisi sociologica del Prof. Paolo Montesperelli il quale ha collocato i dati relativi agli otto comuni interessati nel contesto più grande della regione Umbria proponendo inoltre diverse chiavi di lettura del fenomeno. Fino agli anni 50 in Umbria l’anziano, nella società prettamente rurale scandita da ritmi lenti e ripetitivi, era il riferimento della famiglia e l’esempio per le nuove generazioni. Con l’avvento dell’industrializzazione, a partire dalla fine degli anni 50, la società rurale viene meno e si esce dalle campagne per entrare nelle città. La modernizzazione degli stili di vita e dei ritmi quotidiani, fa vivere all’anziano delle esperienze diverse e sconosciute che lo rendono marginale. In questo rinnovato contesto socio-economico l’anziano non riesce più ad essere al centro ed il suo ruolo tende a diventare trascurabile. Oggi, sia per l’alto numero di anziani presenti nella società, sia per le aspettative di vita sempre più lunghe, sia per una scolarizzazione di gran lunga migliorata, la terza età ha ritrovato un ruolo da protagonista. In questo quadro cambiato, l’anziano svolge attività determinanti per la tenuta del tessuto sociale. E’ fondamentale il suo impegno nella cura dei nipoti, talvolta è un sostegno economico per i figli che stentano ad avere carriere lavorative che li rendono totalmente autonomi e in qualche caso è ancora un sostegno per i genitori magari in condizioni psico-fisiche precarie. Oggi l’anziano è spesso contemporaneamente figlio, genitore e nonno. Oltre al ruolo familiare, è attivo nel volontariato, nell’associazionismo, partecipa con grande impegno alle dinamiche socio-economiche del territorio e non disdegna anche l’uso delle nuove tecnologie. Far parte del variegato mondo dell’associazionismo lo fa sentire utile, lo stimola, alimenta la curiosità e non lo relega in quei “non luoghi” che potremmo definire la casa, la strada ed il bar, ambienti che rendono passivi e solitari. Di certo non bisogna fare delle facili generalizzazioni, a fianco a questo mondo quasi idilliaco, esiste il rovescio della medaglia che riguarda tanti anziani soli, emarginati che vivono anche nell’indigenza e di cui è necessario ricordarsi e su cui le istituzioni devono interrogarsi. Questo lato oscuro va evidenziato ma è giusto che l’anziano sia visto soprattutto come risorsa e non soltanto come un problema. Dopo la brillante analisi del Prof. Montesperelli, ha preso la parola il Sindaco di Gualdo Tadino Presciutti che ha sottolineato quanto l’attivismo degli anziani possa essere da stimolo per i più giovani spesso restii nel mettersi in gioco e scarsamente impegnati nell’associazionismo. Il presidente regionale delle Acli Massimo Ceccarelli ha invece posto l’accento anche sulle problematiche del mondo dei giovani soprattutto sulle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Serve un’alleanza intergenerazionale che permetta ai giovani di potersi garantire un futuro nel territorio di appartenenza, le radici che qui hanno messo gli anziani non possono spezzarsi non garantendo delle possibilità anche alle nuove generazioni. Chiusura con le parole di Don Raniero Menghini che, oltre a ricordare l’importante lavoro del circolo Ora et Labora che ha trattato un argomento nuovo ma da tenere in debita considerazione fin da subito, ha spiegato come anche nella Bibbia il ruolo dell’anziano è stato spesso valorizzato ed è servito da giusto esempio e da sicuro riferimento per i giovani.

William Stacchiotti

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