Dell’incontro Acli al Santuario della Ghea che anticipa la giornata della custodia del Creato

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Si è rinnovato come ormai da tradizione agostana, l’appuntamento organizzato dal circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico presso il Santuario della Madonna della Ghea che anticipa la 12° giornata della custodia del creato. L’incontro dall’emblematico titolo, “la responsabilità per la natura”, ha voluto mettere in risalto il ruolo dell’uomo e la grande responsabilità che ha nei confronti della natura, del creato, un impegno fondamentale che non può essere sottovalutato soprattutto pensando alle future generazioni. Il Prof. Sante Pirrami, presidente del circolo, ha portato i saluti delle Acli, ha ringraziato i presenti, in primis Don Raniero sempre disponibile a concedere gli splendidi spazi del Santuario ed ha sottolineato come questo evento debba diventare a tutti gli effetti un appuntamento fisso nel panorama dell’offerta culturale estiva, un momento di riflessione in mezzo a tante feste dedicate prevalentemente al puro divertimento. Relatore dell’incontro il Prof. Antonio Pieretti, già pro-rettore dell’Università degli studi di Perugia, che ha da subito sollecitato i presenti invitandoli a riflettere sull’importanza che riveste la natura intesa, non soltanto come tutto ciò che sta fuori e che ognuno di noi interpreta come tale, dal verde, ai cieli azzurri, ma soprattutto all’aspetto più intrinseco della parola che nasce dal greco antico e rimanda a tutto ciò che incarna la vita, a tutto ciò che nasce. Un nuovo modo di pensare la natura più umanizzato, che fa rientrare in questo concetto, tanto profondo, anche quello che l’uomo ha pensato, costruito e realizzato nel tempo armonizzandolo con il creato. Un vero equilibrio fra la natura e le costruzioni in un tutt’uno voluto e pensato con lo scopo di migliorare le condizioni umane senza però intaccare e violentare ciò che sta intorno. La natura è anche il nostro corpo che si modifica nel tempo, che va curato e salvaguardato. Corpo e natura si completano a vicenda e non rispettare quest’ultima significa in fondo non pensare a noi stessi ed alle conseguenze che alcuni comportamenti possono provocare. L’uomo ha l’enorme colpa di volersi sentire perennemente al centro dell’universo, il vero padrone, un atteggiamento possessivo, egemonico che mette in evidenza una forte mentalità predatoria. In realtà non si può pensare di avere tutto seguendo una logica di puro sfruttamento; senza accorgercene stiamo perpetrando un abuso intollerabile verso noi stessi ed alcuni fenomeni naturali devastanti, sono dei campanelli di allarme significativi che dovrebbero far riflettere e cambiare rotta prima che le conseguenze siano irreparabili. Certi eventi sono incontrollabili, vanno oltre le capacità umane e mettono in evidenza la forza della natura stessa riportandola al centro dell’universo, nel ruolo che le spetta. In ogni caso l’uomo ha delle grandi responsabilità ed i suoi interventi ed il rispetto di certe pratiche possono prevenire molti dei fenomeni naturali possibili. Purtroppo però la tanto invocata prevenzioni è quasi del tutto dimenticata. Prevenire sembra ormai superfluo soltanto perché non genera ricchezza e risultati immediati. E’ invece molto grave pensare di sfruttare la natura aldilà delle sue potenzialità seguendo soltanto la logica del profitto. Ci sono dei tempi che vanno rispettati, degli accorgimenti che per secoli hanno salvaguardato l’ambiente e garantito la sussistenza per l’uomo che oggi sembrano disconosciuti. Assistiamo inermi ad un’inconsapevole suicidio collettivo. Riflettiamo frequentemente su malattie che derivano proprio da questa voglia di accorciare i tempi della natura, di moltiplicare le produzioni attraverso sostanze spesso nocive per il nostro organismo. Ne parliamo, ci indigniamo senza che nulla cambi radicalmente. Purtroppo non ci accorgiamo che tutto ciò che di sbagliato facciamo oggi si ripercuoterà, se non direttamente su di noi, sulle future generazioni che non meritano di vivere in un mondo danneggiato dal nostro egoismo e dalla nostra superficialità. E’ necessario ripartire da gesti semplici anche elementari, da qui si possono mettere le basi per ricreare un rapporto virtuoso fra l’uomo e la natura altrimenti c’è davvero da chiedersi cosa lasceremo ai posteri. Dopo i numerosi interventi dei presenti, fra cui Sante Filippetti presidente provinciale dell’unione sportiva Acli di Perugia quello della vicepresidente provinciale delle Acli Marta Ginettelli, Don Raniero Menghini ha celebrato la Santa Messa. Prima della benedizione finale Giovanni Pascucci, ex presidente regionale delle Acli umbre, ha ricordato con parole toccanti, Giovanni Bianchi, ex presidente nazionale delle Acli deceduto da appena un mese. Un uomo umile, dalla fede profondissima, rappresentante autorevole del cattolicesimo sociale e democratico molto legato alle periferie: un vero modello di vita e di militanza aclista.
Fossato di Vico 26 Agosto 2017
William Stacchiotti
Staff Circolo Acli “Ora et Labora”

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