Per chi vuole andare in pensione prima di aver compiuto i 62 anni

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Da ieri, infatti, chi ha maturato i requisiti per la cosiddetta pensione anticipata potrà andare in pensione anche senza aver compiuto l’età di 62 anni senza alcuna penalizzazione. Lo stabilisce la Legge di stabilità (L. 190/2014) all’articolo 1, comma 113. Ovviamente bisogna aver maturato un’anzianità contributiva di 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne. E’ uno spiraglio, che apre a un nuovo percorso di maggiore flessibilità dell’età di uscita dal lavoro da molte parti richiesto, che le regole attualmente in vigore hanno irrigidito e può essere un test sulle modifiche che sono all’ordine del giorno dell’agenda del governo e dell’Inps. La doppia indicizzazione stabilita nella riforma del 2011 ha di fatto allungato a dismisura i target anagrafici e di età dei pensionandi, soggetti al progressivo adeguamento alla speranza di vita. Ora, la misura in vigore da ieri cerca di attenuarne gli effetti, togliendo la penalizzazione. La pensione sarebbe stata decurtata dell’1% per ogni anno anticipato rispetto ai 62 anni, e di due punti per ogni anno in anticipo rispetto ai 60 anni. In sostanza, avendo maturato l’anzianità contributiva prevista, per una persona di 58 anni la penalizzazione sarebbe stata del 6%. La decurtazione viene sospesa per tutti coloro che maturano i previsti requisiti di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017 e che cresceranno, secondo l’attuale normativa, di quattro mesi nel 2016 e 2017.
(da la stampa it.)

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